Listello Paolo

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Tutto ebbe inizio in una fredda e nebbiosa serata d'inverno del 2000, fu quella sera, durante una festa in un castello del
biellese, che per la prima volta conobbi ed assaggiai l'idromele e fu amore al primo sorso. Da li iniziò a frullarmi in testa
l'idea di provare a farlo, e così fu, fra mille tentativi ed aggiustamenti vidi i primi estimatori gradire il mio lavoro. Mi ritrovai
così ad essere uno dei primi 3-4 pionieri in Italia a produrre ed a commercializzare l’idromele a partire dal 2006, fra mille
difficoltà, ma con sempre crescente passione ad oggi ho sviluppato un prodotto di riconosciuto valore.
Il nome idromèle deriva dalle parole greche "Hýdor" (acqua) e "Méli" (miele), e qui sta l’essenza di questo prodotto, una
mescita fra acqua e miele, per ottenere la fermentazione alcolica.
L'idromèle viene preparato sciogliendo il miele in acqua in debite proporzioni, il mosto così ottenuto va posto a fermentare
in tini di acciaio inox o in botti di legno di rovere o acacia per il tempo necessario a raggiungere la gradazione alcolica
desiderata intorno ai 13°. Alla fermentazione segue l’operazione di chiarifica e di filtraggio che dura almeno 6 mesi per
l'idromele fermentato in tini d'acciaio, e 18 mesi per l'idromele fermentato in barrique di rovere o acacia. Questa fase serve
ad ottenere un prodotto limpido, al quale segue la fase di affinamento (minimo 2 mesi) ed imbottigliamento. La
fermentazione del mosto a base di miele e l'affinamento in acciaio o in legno fanno si che si vadano a strutturare aromi
dall'Intenso e delicato profumo di miele, note floreali, di spezie, di erbe officinali, di noce fresca ed una spiccata alcolicità.
ABBINAMENTI GASTRONOMICI
Può essere consumato come aperitivo, o nel dopo pasto come vino da meditazione, associato ai formaggi in genere ma
sopratutto erborinati, al cioccolato, alla pasticceria secca, alle caldarroste, ai gamberoni alla griglia, per sfumare un risotto
al gorgonzola o ancora riscaldato con o senza l'aggiunta di chiodi di garofano ad ottenere una specie di vin brulé. Ottimo
per realizzare lo zabaione, ed in genere a sostituire nelle ricette il marsala. Si consiglia sempre di servirlo a 8-10° C° in un
bicchiere a tulipano con stelo lungo.
STORIA
L’idromèle è la più antica bevanda alcolica la cui denominazione compare nel lessico comune delle civiltà indoeuropee. Fu
tra le più utilizzate nel mondo antico prima che la diffusione della vite introducesse l'uso del vino in Europa e nel bacino del
Mediterraneo. Si diffuse ampiamente sia come apprezzata e raffinata bevanda da simposio dei principi, che durante le
cerimonie sacre. Nella mitologia indoeuropea fu la bevanda tipica dell'aldilà e dell'immortalità sia per i Celti che per i
Germani, popoli presso i quali era definita "nettare degli Dei". In alcune tombe principesche dell'Europa del VI°-IV° secolo
a.C. sono stati trovati recipienti con resti d’idromèle quale riserva del defunto per il Sidhe, l'aldilà celtico. La scelta di tale
bevanda per la tomba di un ricchissimo principe indica quale fosse il suo valore simbolico di immortalità, la sua raffinatezza
e preziosità. Nella mitologia scandinava l’idromèle ha un riferimento con il dio Odino che, per ottenerlo, si trasforma in
serpente e poi in aquila e con Thor sottrae ai giganti la bevanda mitica.
La più celebre delle antiche divinità legate alle bevande alcoliche è senza dubbio Dioniso, conosciuto come Bacco dai
Latini. Ma Dioniso non era inizialmente il dio del vino in quanto tutta la mitologia greca è impregnata di miele e idromèle:
nettare e ambrosia, cibo e bevanda degli dei. Anche i Romani lo tenevano in grande considerazione, tanto che il
dodicesimo libro di Columella è in gran parte consacrato all’esposizione dei procedimenti da loro attuati per preparare la
divina pozione. Riferimenti si trovano anche nelle opere di Plinio. Il consumo d’idromèle risulta diffuso anche in territorio
italiano fino a tutto il medioevo, ove, soprattutto in occasione dei matrimoni, nel mese lunare successivo alla cerimonia,
veniva consumato dagli sposi nella convinzione che potesse dare forza alla coppia nella procreazione di eredi maschi. Per
questo motivo ancora oggi si usa definire il primo periodo dopo il matrimonio "Luna di miele".
I’Idromèle dei Taurini è prodotto ed imbottigliato dall’azienda agricola Paolo Listello, strada Contessa 67, Caselette (To).
Cell. 3406795366, web: www.idromele.net, mail: info@idromele.net, fb:Idromele dei Taurini

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